Droni subacquei e sonar per studiare l’Etna

La nave da ricerca METEOR è partita per una spedizione di due settimane per studiare l’instabilità del fianco dell’Etna nel Mediterraneo.
Etna: osservato speciale

L’Etna è il vulcano più grande dell’Europa, e tra i vulcani più attivi del mondo.
Esplorazioni subacquee per monitorare il vulcano

L’Etna viene costantemente monitorato per studiare il suo scivolamento nel Mediterraneo.
Innovazioni tecnologiche al servizio della scienza

Il monitoraggio congiunto del vulcano sulla terraferma e sott’acqua è unico al mondo.
In particolare, i ricercatori hanno applicato tecniche geodetiche avanzate, sfruttando una rete di sensori acustici per monitorare i movimenti del vulcano fino a 1.200 metri di profondità. Inoltre, per la prima volta su un vulcano, sono stati utilizzati i piezometri: strumenti che consentono di misurare la pressione e la temperatura dell’acqua all’interno dei sedimenti.
Questi dispositivi innovativi hanno permesso di rilevare le deformazioni attive della faglia di Acitrezza, offrendo ai ricercatori la possibilità di comprendere a fondo i movimenti dei fluidi sotterranei e di individuare eventuali instabilità nel sottosuolo, aprendo così nuove prospettive per lo studio dei fenomeni geologici sottomarini.
Il contributo essenziale dei droni subacquei

La spedizione Etna Meteor M198.
I droni subacquei, noti anche come AUV (Autonomous Underwater Vehicles), rappresentano oggi una risorsa imprescindibile per le esplorazioni marine, poiché sono progettati per operare a grandi profondità e resistere alle condizioni estreme dell’ambiente sottomarino. Grazie alla presenza di sonar multibeam, questi dispositivi sono in grado di generare immagini ad alta risoluzione, risultando fondamentali per analizzare in modo dettagliato sia le strutture vulcaniche sommerse sia la complessa morfologia dell’Etna. Inoltre, l’elevata autonomia e i sistemi di navigazione avanzati consentono agli AUV di esplorare da vicino il fianco sud-orientale del vulcano, monitorando la progressiva migrazione dell’Etna verso il mar Ionio e raccogliendo dati preziosi per la comprensione dei fenomeni geologici in corso.
Verso un futuro di scoperte

L’Etna è tra i vulcani meglio studiati al mondo.
Grazie a questi progressi tecnologici e metodologici, il patrimonio di conoscenze sull’Etna si arricchisce in modo sostanziale, offrendo una piattaforma solida per lo sviluppo di future attività di ricerca.
In prospettiva, tali risultati consentiranno alla comunità scientifica di indagare con maggiore profondità le dinamiche vulcaniche, facilitando l’emergere di nuove interpretazioni e aprendo la strada a una comprensione sempre più avanzata dei processi che regolano la Terra e le sue complesse interazioni interne.
[Foto: INGV]
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Contributo ricevuto: 16.398
Causale: Bonus investimenti L.160/19
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