Boeing e Rheinmetall propongono l’MQ-28 Ghost Bat alla Luftwaffe: capacità CCA, test operativi e filiera industriale tedesca verso il 2029.

MQ-28 Ghost Bat Germania: prende forma l’ecosistema CCA

Il progetto MQ-28 Ghost Bat Germania entra in una fase industriale più concreta e apre un nuovo capitolo nella trasformazione della potenza aerea europea. Boeing Defence Australia e Rheinmetall stanno costruendo una proposta destinata al futuro requisito tedesco per i Collaborative Combat Aircraft (CCA): velivoli da combattimento senza equipaggio progettati per cooperare con piattaforme pilotate all’interno di un’unica architettura operativa.

 

Un elemento deve però essere chiarito fin dall’inizio: la Luftwaffe non ha ancora annunciato l’acquisto dell’MQ-28. La partnership strategica tra Boeing e Rheinmetall è stata ufficializzata il 31 marzo 2026 con l’obiettivo di offrire alla Bundeswehr una capacità CCA dispiegabile dal 2029. Il gruppo industriale tedesco si è poi ampliato il 10 giugno con Diehl Defence e Rohde & Schwarz, mentre il 23 luglio Boeing ha confermato l’ingresso di Hensoldt per l’integrazione dei sensori.

 

MQ-28 Ghost Bat esposto al Farnborough International Airshow 2026

 

La posta in gioco supera quindi la possibile fornitura di un nuovo sistema aereo. Il programma mira a combinare una piattaforma sviluppata e collaudata in Australia con competenze industriali tedesche nei sistemi di missione, nelle comunicazioni, nella sensoristica, negli armamenti e nel supporto logistico. È questa architettura distribuita, più del singolo velivolo, a definire il valore strategico della proposta.

 

MQ-28 Ghost Bat: dall’Australia alla proposta per la Luftwaffe

 

Accordo tra Rheinmetall e Boeing per proporre l’MQ-28 Ghost Bat alla Germania

Sviluppato da Boeing Defence Australia insieme alla Royal Australian Air Force, l’MQ-28 Ghost Bat nasce come piattaforma autonoma e modulare destinata ad affiancare gli assetti pilotati. Il primo volo risale al 2021 e, entro giugno 2026, il programma aveva superato le 150 missioni di prova. Questo livello di maturità rappresenta il principale vantaggio competitivo dell’offerta: la Germania potrebbe partire da un sistema già ampiamente sperimentato, riducendo parte dei tempi necessari per sviluppare da zero un nuovo CCA.

 

Il velivolo misura 11,7 metri di lunghezza, raggiunge quote superiori a 40.000 piedi e dispone di un’autonomia dichiarata maggiore di 2.000 miglia nautiche. La velocità, fino a Mach 0,9, gli permette di operare con prestazioni compatibili con quelle dei moderni caccia. La sezione anteriore configurabile può accogliere sensori e payload differenti, mentre l’architettura aperta consente di integrare sistemi di terze parti e aggiornare rapidamente la configurazione di missione.

 

Per il requisito tedesco, Rheinmetall assumerebbe il ruolo di system manager nazionale. L’azienda avrebbe il compito di adattare il Ghost Bat alle specifiche della Bundeswehr, collegarlo ai sistemi di comando e d’arma esistenti e futuri e garantire in Germania il supporto operativo, manutentivo e logistico. Boeing Defence Australia resterebbe comunque alla guida del programma e della piattaforma originaria: non si tratta, quindi, di un sistema interamente tedesco, ma di una soluzione australiana progressivamente nazionalizzata nei suoi componenti e processi.

 

La dottrina CCA: massa di combattimento e Manned-Unmanned Teaming

 

MQ-28 Ghost Bat in volo insieme a un caccia F/A-18F Super Hornet

 

Un Collaborative Combat Aircraft non è un semplice drone controllato a distanza. È un nodo autonomo inserito in una formazione distribuita, capace di eseguire segmenti della missione con un carico di lavoro limitato per gli equipaggi umani. Nel modello Manned-Unmanned Teaming, il pilota o l’operatore mantiene il comando e l’autorità sulle decisioni critiche, mentre il CCA gestisce navigazione, posizionamento, raccolta dei dati e altri comportamenti tattici autorizzati.

 

L’obiettivo è generare massa di combattimento senza moltiplicare in modo proporzionale il numero di velivoli pilotati e degli equipaggi esposti. Più MQ-28 possono avanzare rispetto alla formazione, estendere la copertura sensoriale, condividere informazioni, svolgere ricognizione o guerra elettronica e costringere l’avversario a distribuire radar, intercettori e munizionamento su un numero maggiore di bersagli.

 

La cooperazione tra piattaforme è già stata verificata in scenari operativamente rilevanti. Nel giugno 2025 un singolo operatore a bordo di un E-7A Wedgetail ha gestito due MQ-28 in volo e un terzo velivolo digitale durante una missione contro un bersaglio aereo. Nel dicembre successivo, un Ghost Bat ha distrutto un target senza equipaggio con un missile AIM-120 AMRAAM, operando insieme a un E-7A e a un F/A-18F Super Hornet.

 

Quella dimostrazione ha validato una catena aria-aria completa, ma non equivale a un’autorizzazione indiscriminata all’impiego autonomo delle armi. L’E-7A ha mantenuto la supervisione della missione e ha autorizzato l’ingaggio, mentre i dati di scoperta e tracciamento sono stati condivisi tra le piattaforme. Il valore operativo risiede proprio nella distribuzione delle funzioni: sensori, comando, vettore ed effettore non devono più trovarsi necessariamente sullo stesso aeromobile.

 

Dall’aria-aria alle capacità aria-terra del Ghost Bat

 

MQ-28 Ghost Bat durante le verifiche della segnatura radar condotte da Boeing

Nel dominio aria-aria, l’MQ-28 può estendere la capacità di scoperta e ingaggio della formazione, aumentare il numero di effettori disponibili e allontanare gli assetti pilotati dalle aree più pericolose. La combinazione tra autonomia, condivisione dei dati e armamento consente di separare il sensore dal tiratore: un caccia, un velivolo di allerta precoce o un altro nodo della rete può individuare la minaccia e trasferire al CCA le informazioni necessarie per posizionarsi e intervenire.

 

Per il dominio aria-terra, Boeing e Rheinmetall dichiarano l’obiettivo di rendere disponibile alla Germania una capacità operativa entro il 2029. La configurazione modulare permette di sviluppare differenti combinazioni di sensori, sistemi di guerra elettronica ed effettori, ma i payload destinati alla Luftwaffe dipenderanno dalle scelte del cliente, dai processi di integrazione e dalle relative certificazioni.

 

Missioni come la soppressione o distruzione delle difese aeree nemiche, indicate con gli acronimi SEAD e DEAD, rappresentano un impiego plausibile per un CCA dotato di bassa osservabilità, sensori passivi, guerra elettronica e armamento aria-superficie. Non risultano però già validate come capacità operative dell’offerta tedesca. È quindi più corretto considerarle un possibile sviluppo del sistema, non una funzione oggi dimostrata e pronta all’impiego.

 

Un ulteriore elemento è la ridotta segnatura radar. Nel 2026 Boeing ha completato prove di radar cross section che hanno confermato l’efficacia della geometria, dei materiali e dei processi produttivi nel limitare la rilevabilità del velivolo. La bassa osservabilità non rende l’MQ-28 invisibile, ma amplia le opzioni di missione in spazi aerei contestati e può aumentare la sopravvivenza dell’intera formazione.

 

Team Ghost Bat Germany: i ruoli dell’industria tedesca

 

Rappresentanti di Boeing e Hensoldt davanti all’MQ-28 Ghost Bat a Farnborough 2026

 

Rheinmetall costituisce il perno nazionale della proposta. In qualità di system manager, coordinerebbe l’integrazione del MQ-28 nei sistemi di comando e d’arma della Bundeswehr, l’adattamento ai requisiti tedeschi e il supporto lungo il ciclo di vita. È prevista anche una struttura digitale dedicata in Germania, nella quale ingegneri tedeschi e australiani possano sviluppare, provare e validare innovazioni software e hardware.

 

Rohde & Schwarz è stata coinvolta per esplorare l’integrazione delle comunicazioni tedesche. In un sistema MUM-T, la qualità dei collegamenti dati è determinante: il CCA deve scambiare informazioni con i velivoli pilotati e gli altri nodi della rete anche in presenza di disturbi, congestione dello spettro e minacce di guerra elettronica. Le caratteristiche definitive dei datalink dipenderanno comunque dalla configurazione richiesta dalla Luftwaffe.

 

Diehl Defence contribuisce sul fronte degli armamenti e del supporto tecnico. L’azienda ha indicato tra le opzioni l’integrazione del missile IRIS-T e di futuri effettori aria-aria, qualora selezionati dalla forza aerea tedesca, oltre alla propria esperienza nelle armi aria-terra. L’IRIS-T mostrato accanto al Ghost Bat durante ILA Berlin 2026 rappresentava una proposta industriale, non la conferma di una configurazione già ordinata.

 

Hensoldt ha aderito al team nel luglio 2026 con competenze nell’integrazione dei sensori. Il suo ruolo può diventare centrale nella definizione di radar, apparati optronici e sistemi di guerra elettronica compatibili con le esigenze nazionali. L’inserimento dell’azienda completa una filiera tedesca che copre integrazione di sistema, comunicazioni, sensoristica, effettori e sostegno logistico.

 

Sovranità tecnologica: opportunità concrete e limiti da chiarire

 

Dettaglio dell’architettura modulare e della sezione anteriore dell’MQ-28 Ghost Bat

 

La sovranità tecnologica è il principale argomento industriale della proposta. Per la Germania, disporre di competenze interne nell’integrazione, nella manutenzione e nell’evoluzione dei payload ridurrebbe la dipendenza da interventi eseguiti esclusivamente all’estero. Una filiera nazionale potrebbe inoltre abbreviare i tempi di aggiornamento e aumentare la disponibilità della flotta durante una crisi prolungata.

 

L’architettura aperta dell’MQ-28 è stata progettata per accogliere capacità sovrane di terze parti. Boeing dichiara che il proprio ecosistema digitale consente ai partner di sviluppare e inserire nuove funzionalità con un certo grado di autonomia. Questo approccio può offrire alla Bundeswehr maggiore libertà nella scelta dei sensori, delle comunicazioni e degli effettori rispetto a una piattaforma rigidamente chiusa.

 

Sovranità industriale non significa però automaticamente proprietà completa del codice sorgente, controllo illimitato di ogni componente o esenzione dalle normative statunitensi sull’esportazione. Questi aspetti dipenderanno dai contratti, dalle licenze, dalle autorizzazioni governative e dalla ripartizione effettiva delle responsabilità tra Boeing e i partner tedeschi. Presentare l’ecosistema come totalmente indipendente dagli Stati Uniti o dall’Australia sarebbe quindi prematuro.

 

La rete industriale, inoltre, non si ferma alla Germania. Nel luglio 2026 Boeing ha annunciato anche la collaborazione con Leonardo per un sistema avanzato di ricerca e tracciamento all’infrarosso destinato alla sezione anteriore modulare, oltre al contributo di Eaton per il sistema di espulsione dei payload interni. Il Ghost Bat si configura così come una piattaforma australiana attorno alla quale possono essere costruite differenti configurazioni nazionali e alleate.

 

Il passaggio decisivo dalla proposta alla capacità operativa

 

MQ-28 Ghost Bat presentato da Boeing al salone aerospaziale di Farnborough 2026

 

Il Team Ghost Bat Germany offre a Berlino una strada potenzialmente più rapida verso una capacità CCA rispetto allo sviluppo integrale di una nuova piattaforma. Il vantaggio temporale deriva dalla maturità raggiunta dall’MQ-28, dalle dimostrazioni effettuate con la Royal Australian Air Force e dalla possibilità di concentrare il lavoro tedesco sull’integrazione dei sistemi di missione.

 

Il 2029 resta tuttavia un obiettivo industriale e operativo, non una scadenza già garantita. Prima di arrivare a una capacità effettivamente disponibile serviranno una decisione formale della Germania, la definizione della configurazione, l’integrazione dei payload, le certificazioni, le autorizzazioni all’esportazione, la formazione del personale e la costruzione dell’infrastruttura logistica e digitale.

 

Se selezionato, l’MQ-28 potrebbe trasformare la Germania in uno dei principali poli europei per l’integrazione e il sostegno dei Collaborative Combat Aircraft. Le competenze sviluppate sarebbero rilevanti anche per i futuri sistemi aerei di nuova generazione, pur senza rendere automaticamente il Ghost Bat parte dei programmi europei di sesta generazione.

 

La vera discontinuità non consiste quindi nell’aggiungere un drone alla flotta della Luftwaffe, ma nel passare da una forza centrata sul singolo caccia a una rete di piattaforme pilotate e autonome capace di distribuire sensori, decisioni ed effettori. Il valore della proposta Boeing-Rheinmetall si misurerà nella capacità di trasformare questa architettura in un sistema interoperabile, sostenibile e realmente controllabile dalla Germania.

 

 

[Credits: Boeing]

 

 

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