Eurosatory 2026: droni, C-UAS e sistemi autonomi a Parigi
Dal 15 al 19 giugno 2026, il polo fieristico di Paris Nord Villepinte ha ospitato l’edizione di Eurosatory 2026. Questa esposizione internazionale per la difesa ha evidenziato un’importante transizione industriale. Il settore punta infatti verso l’integrazione massiccia di sistemi unmanned aerei, terrestri e marittimi. Le direttrici di sviluppo presentate convergono sulla necessità di garantire la superiorità multi-dominio. L’impiego dei droni a Eurosatory 2026 mira a potenziare l’ingaggio remoto. Inoltre, occorre costruire una resilienza industriale capace di sostenere i ritmi di un’economia di guerra.
Sistemi anti-drone (C-UAS) mobili a Eurosatory 2026

Hermelin C-UAS.
Nel segmento della difesa antiaerea, l’integrazione dell’intelligenza artificiale definisce le nuove architetture C-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems). Questa tecnologia serve proprio per contrastare le minacce digitali emergenti. Thales ha presentato il sistema RapidStriker. Si tratta di una soluzione C-UAS mobile integrata su veicolo tattico Bushmaster.
L’architettura utilizza un radar a 360 gradi fornito da Robin Radar Systems. Di conseguenza, l’impianto neutralizza i bersagli tramite razzi a guida laser da 68 mm o 70 mm e munizioni circuitanti. Rheinmetall ha invece esposto l’Hermelin C-UAS. Parliamo di un veicolo 6×6 ibrido, in grado di operare con o senza equipaggio. Il mezzo offre inoltre 50 km di autonomia in modalità elettrica.
Parallelamente, MBDA ha confermato lo sviluppo del sistema modulare Sky Warden. Questa soluzione risulta orientata all’intercettazione di droni tattici, tramite AI applicata ai sensori di comando e controllo. Tale elemento è fondamentale per mantenere il vantaggio tattico e contrastare le minacce nello spettro elettromagnetico.
Manovra terrestre e ingaggio remoto: gli UGV corazzati

CL2X Hybrid.
L’evoluzione della manovra terrestre passa per la mobilità aerea tattica. Pertanto, l’ingaggio remoto richiede sempre più l’impiego di veicoli terrestri senza equipaggio (UGV) ad alto tonnellaggio. IDV ha svelato il veicolo CL2X, un mezzo cingolato da 16.000 kg. Questo assetto è equipaggiato con torretta HITFIST 30 UL e cannone X-GUN da 30 mm.
La navigazione autonoma del CL2X è gestita dal sistema MACE (Modular Autonomy Controlled Equipment). L’apparato sfrutta algoritmi avanzati per operare in ambienti degradati e privi di segnale GNSS. Il consorzio formato da Patria e RENK ha poi presentato un concept di UGV pesante. Il veicolo sfrutta la piattaforma modulare TRACKX, che integra una trasmissione HSWL 076 con tecnologia drive-by-wire.
Per le operazioni a corto raggio, Exail ha invece esposto il Cameleon LG. Si tratta di un rover UGV spalleggiabile, dotato di un braccio robotico per l’ispezione avanzata.
Droni marittimi per la sicurezza globale e prevenzione crisi

Kraken K3 Scout.
Il dominio navale registra un netto incremento di soluzioni autonome. Questi assetti sono orientati alla sicurezza globale, alla prevenzione del rischio infrastrutturale e alla gestione delle crisi in mare. L’azienda ucraina Global Mark ha introdotto il Sea Trident ST-1000. Questo veicolo sottomarino autonomo extra-large (XLUUV) pesa 10 tonnellate.
Progettato per operazioni logistiche e di interdizione a lungo raggio, il sistema possiede caratteristiche specifiche. Il costruttore dichiara un raggio d’azione di 2.000 miglia nautiche. Inoltre, l’assetto opera a profondità massime di 60 metri.
Nel segmento di superficie (USV), Rheinmetall Naval Systems e Kraken Technology Group hanno presentato il Kraken K3 Scout. Questo mezzo navale può raggiungere i 55 nodi di velocità, con un payload massimo di 600 kg. L’azienda spagnola Arquimea ha invece esposto il Kronos Mini. Parliamo di un USV compatto, dotato di hydrofoil per la navigazione planante. L’imbarcazione risulta capace di brevi immersioni, utili per condurre operazioni critiche sotto la linea di galleggiamento.
Resilienza industriale e standardizzazione dei sistemi unmanned
La proliferazione di assetti unmanned impone un adeguamento della capacità produttiva europea e internazionale. L’obiettivo è rispondere efficacemente alle logiche di un’economia di guerra. In questo scenario, la disponibilità su larga scala e la rapida sostituibilità dei mezzi risultano prioritarie rispetto alle singole piattaforme ad altissima tecnologia.
Oggi, l’efficacia operativa di droni, UGV e USV richiede un’integrazione sicura. Questa deve avvenire all’interno di architetture di comando e controllo standardizzate, ottimizzando così il Manned-Unmanned Teaming. In un simile contesto multi-dominio, la tenuta dei sistemi dipende dalla resilienza elettronica contro il jamming prolungato. Infine, è indispensabile mantenere un’autonomia logistica indipendente dalle infrastrutture tradizionali, assicurando la continuità operativa in ogni scenario.
[Credits: Eurosatory 2026]
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