Droni e strade forestali: la gestione digitale dei boschi italiani
Le strade forestali rappresentano l’ossatura portante di ogni ecosistema boschivo gestito in modo professionale. Senza una rete viaria efficiente, le operazioni di utilizzazione rallentano drasticamente.
L’Italia vanta una superficie forestale che supera gli 11 milioni di ettari. Questo patrimonio equivale al 37% del territorio nazionale, secondo i dati dell’Inventario Nazionale delle Foreste (INFC). Eppure, la cartografia delle strade forestali italiane risulta ancora frammentaria, disomogenea o basata su rilievi vecchi di decenni.
Oggi, i droni equipaggiati con payload fotogrammetrici e LiDAR stanno riscrivendo le regole del rilievo topografico. Questa evoluzione non si limita a migliorare le misurazioni: pone le basi per l’infrastruttura informativa della gestione forestale dei prossimi vent’anni.
Perché le strade forestali restano il collo di bottiglia
La viabilità forestale non si limita alla logistica del legname. Costituisce la precondizione fisica di ogni intervento in bosco. Le strade garantiscono l’accesso ai lotti di taglio, l’esbosco meccanizzato e permettono alle squadre antincendio di raggiungere i fronti di fiamma tempestivamente. In caso di eventi meteo estremi, come la tempesta Vaia, queste strade diventano vie di accesso essenziali anche per la protezione civile.
Nonostante questa importanza, si registra un paradosso: il patrimonio boschivo italiano è cresciuto di quasi 587.000 ettari rispetto al secondo Inventario Nazionale, ma la rete di accesso non ha tenuto il passo.
In Alto Adige si contano 3.994 km di strade poderali. Di queste, 3.717 km sono camionabili. Lungo l’Appennino e nel Mezzogiorno, la densità viaria crolla. Nei piani di gestione forestale, lo stato di manutenzione al Centro-Sud è spesso classificato come “trascurato”.
Fotogrammetria e LiDAR: due tecnologie per una strategia integrata
Per chi opera nel rilievo con droni, la scelta del sensore è cruciale, perché l’ambiente forestale esaspera le differenze tecnologiche.
Le potenzialità della fotogrammetria
La fotogrammetria acquisisce fotogrammi georeferenziati con un overlap tipico del 75–80%. I software SfM (Structure from Motion) generano ortofoto metriche, DTM (Modelli Digitali del Terreno) e DSM (Modelli Digitali delle Superfici). Sulle strade con copertura rada, la fotogrammetria offre un rapporto costo/dettaglio molto competitivo, restituendo la tessitura del fondo e le erosioni superficiali con una resa cromatica elevata.
Il limite tecnico emerge dove la chioma degli alberi si chiude, impedendo al sensore ottico di raggiungere il piano viabile.
La precisione del LiDAR sotto la chioma densa
Il LiDAR risolve il problema della copertura continua. Gli impulsi laser penetrano la chioma e generano nuvole di punti 3D con accuratezza centimetrica. Questa tecnologia permette di ricostruire fossi laterali e opere di regimazione idraulica invisibili dall’alto. Con i sensori attuali, si superano i 50 pt/m² anche con coperture forestali superiori all’80%. Perfino sotto faggete o abetine dense, il tracciato stradale emerge con chiarezza.
| Caratteristica | Fotogrammetria | LiDAR |
|---|---|---|
| Punto di forza | Resa cromatica, identificazione materiali, basso costo | Precisione altimetrica, penetrazione sotto chioma densa |
| Limitazione | Inefficace con copertura arborea continua | Costi superiori, assenza di texture fotografica pura |
| Ideale per | Strade a copertura rada, valutazione erosioni | Appennini, vallate alpine, faggete chiuse |
L’approccio ibrido domina la precision forestry
L’integrazione di fotogrammetria e LiDAR sullo stesso volo è diventata lo standard nella precision forestry. Come confermato da studi pubblicati su Sherwood Digital e ripresi dall’Accademia dei Georgofili, questo approccio massimizza la qualità dell’informazione riducendo il numero di missioni.
Rispetto alla topografia tradizionale — che richiede squadre a terra, giorni interi per pochi chilometri e fix GPS instabili sotto chioma — un drone copre lo stesso tratto in poche ore. I costi operativi si riducono dal 40% al 70%, a seconda dell’orografia.
Il vantaggio decisivo è la ripetibilità. Voli stagionali creano serie temporali che trasformano il rilievo da statico a dinamico, aumentando la sicurezza degli operatori e la qualità della pianificazione.
Dal rilievo al digital twin della rete forestale
I dati raccolti alimentano i digital twin (gemelli digitali) della rete stradale: modelli 3D navigabili che integrano la geometria del tracciato, i parametri di drenaggio e i vincoli di percorribilità.
Su un digital twin è possibile simulare scenari operativi prima di muovere terra, calcolare i volumi di scavo o verificare il passaggio di autobotti antincendio. L’iniziativa europea Destination Earth (DestinE), con il suo Forest Digital Twin, dimostra come questo approccio sia scalabile a livello continentale.
Il contesto italiano: IFNI e fondi regionali

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Il 2025 ha segnato l’avvio del quarto Inventario Forestale Nazionale Italiano (IFNI), un’opportunità per aggiornare il layer carente della viabilità integrando dati UAV, progetto che è proseguito nel 2026.
Sul fronte finanziario, diverse Regioni stanno investendo tramite i PSR e la programmazione PAC 2023–2027. Toscana, Friuli Venezia Giulia e Calabria, con il Piano Attuativo di Forestazione 2026, prevedono risorse specifiche per potenziare la rete viaria. Inserire il rilievo drone come requisito progettuale per i fondi può garantire interventi di qualità superiore e banche dati regionali più coerenti.
Normativa e deliverables: cosa aspettarsi da un rilievo
Le operazioni con droni nei boschi rispondono alle normative EASA ed ENAC. La categoria Open (A1/A3) copre rilievi esplorativi in aree remote con mezzi sotto i 25 kg. Gli scenari complessi (vallate strette, BVLOS) richiedono invece la categoria Specific, scenari standard (STS) o autorizzazioni dedicate, soprattutto in aree protette e parchi nazionali.
Un rilievo professionale restituisce output chiari e operativi per la decisione:
- Ortofoto georeferenziate con GSD di 2–5 cm/pixel sull’intera rete rilevata.
- DTM con accuratezza verticale di 5–15 cm.
- DSM comprensivo della copertura vegetale.
- Profili longitudinali e sezioni trasversali calibrati sui parametri stradali.
- Shapefile GIS con attributi di stato, larghezza, pendenza e tipo di fondo.
- Report diagnostico georeferenziato sulle criticità individuate.
Agire adesso sulla viabilità digitale

Parco Regionale Spina Verde e Castel Baradello, Como.
Il settore forestale italiano è a un bivio: gestire un patrimonio in espansione richiede dati precisi, non cartografie vecchie di vent’anni. I droni offrono oggi una leva concreta per passare dalle stime approssimative al dato centimetrico. La strada forestale digitale non è un lusso, ma un prerequisito per decisioni informate, sicure ed economicamente sostenibili.
[Credits: Accademia dei Georgofili, INFC — Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio,
CREA Avvio IFNI 2025, VTT/DestinE — Forest Digital Twin, Provincia Autonoma di Bolzano]
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Sovvenzioni
Con riferimento all’art. 1 comma 125 della Legge 124/2017, qui di seguito sono riepilogate le sovvenzioni ricevute nell’anno 2022:
Soggetto erogante: Stato Italiano
Contributo ricevuto: 16.398
Causale: Bonus investimenti L.160/19
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