La Francia testa MQ-9A Reaper con Hellfire in ruolo C-UAS
La Francia ha condotto una campagna di prove che ha visto un MQ-9A Reaper impiegato come piattaforma C-UAS, armato con missile AGM-114R Hellfire II, con l’obiettivo di verificare l’ingaggio di un bersaglio aereo di tipo UAS. Il velivolo, in servizio presso la 33e Escadre de surveillance, de reconnaissance et d’attaque dell’Armée de l’Air et de l’Espace, ha intercettato e neutralizzato il drone bersaglio durante un’attività svolta in collaborazione con la Direction générale de l’armement (DGA) e con il Centre d’expertise aérienne militaire (CEAM).
Le prove si sono svolte sui cieli del poligono dell’Île du Levant, nel dipartimento del Var, un contesto che consente di validare profili d’impiego realistici e procedure di tiro in sicurezza. Il risultato, sul piano operativo, è l’introduzione di un’ulteriore opzione di difesa contro minacce aeree a bassa quota e bassa segnatura, in un momento in cui la protezione di basi, infrastrutture e assetti schierati è sempre più condizionata dalla proliferazione di droni economici e impiegabili in massa.
Dal MALE ISR alla difesa contro droni
Il MQ-9A Reaper è un velivolo a pilotaggio remoto di classe MALE (Medium Altitude Long Endurance) progettato per missioni di sorveglianza, ricognizione e acquisizione obiettivi. Nel profilo C-UAS, la sua utilità deriva soprattutto dalla combinazione tra persistenza in volo e sensori: la suite elettro-ottica e infrarossa (EO/IR) consente identificazione e inseguimento di bersagli anche di notte, inclusi obiettivi aerei lenti come i droni.
L’armamento a guida laser semi-attiva (SAL), come l’AGM-114R, permette di trasformare la capacità di scoperta e tracciamento in un ingaggio di precisione. In termini pratici, il Reaper può operare come “cacciatore” in quota, mantenendo una sorveglianza prolungata su un’area e intervenendo quando la minaccia entra nel settore di responsabilità, riducendo la pressione su assetti più costosi o più vincolati da tempi di reazione e disponibilità.
Hellfire in funzione C-UAS: un’opzione già sperimentata
L’impiego del missile Hellfire in funzione C-UAS non è un’assoluta novità nel panorama occidentale. La combinazione Reaper–Hellfire è stata già provata in scenari operativi in Medio Oriente per ingaggiare droni impiegati contro basi statunitensi e contro Israele, sfruttando la permanenza in volo del MALE per presidiare finestre temporali estese.
La logica è coerente con l’evoluzione della minaccia: i droni possono essere lanciati con preavviso ridotto, volare a bassa quota e presentare firme contenute. In questo contesto, una piattaforma capace di restare in area per molte ore e di ingaggiare con munizionamento guidato offre una risposta “a strati”, complementare a radar, guerra elettronica e sistemi missilistici di difesa aerea.
Inserimento nella difesa aerea francese: capacità a strati
Con la sperimentazione, l’Armée de l’Air et de l’Espace aggiunge un tassello al proprio dispositivo di difesa aerea. Nel quadro citato, i vertici della difesa aerea restano i sistemi missilistici SAMP/T NG e i caccia Rafale, mentre elicotteri come Caracal e Fennec contribuiscono all’ingaggio a bassa quota di velivoli lenti.
L’inserimento del Reaper in questo schema non sostituisce gli assetti esistenti, ma amplia le opzioni: un MALE armato può presidiare aree sensibili con continuità, contribuire alla scoperta e alla classificazione, e intervenire contro minacce selezionate. In termini di architettura, è un passaggio che spinge verso una difesa più distribuita, dove sensori e piattaforme cooperano per ridurre tempi di decisione e saturazione degli assetti principali.
Implicazioni operative: persistenza, ingaggio e regole d’impiego

Il valore di una capacità C-UAS basata su MALE si misura su tre fattori: persistenza, qualità della catena sensore-decisione-effetto e compatibilità con le regole d’ingaggio. La persistenza è l’elemento più evidente, ma non basta: l’ingaggio di un piccolo UAS richiede identificazione affidabile, tracciamento stabile e gestione del rischio in aree dove possono essere presenti traffico civile e vincoli di sicurezza.
La campagna francese, condotta con DGA e CEAM, va letta anche come un lavoro di integrazione: procedure, profili di missione, condizioni di tiro e coordinamento con il resto della difesa aerea. È il tipo di sperimentazione che trasforma una “possibilità tecnica” in una capacità impiegabile, con limiti chiari e un perimetro operativo definito.
[Credits: Ares Difesa]
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