Una piattaforma sviluppata per il trasporto di materiali può assumere un ruolo attivo nella difesa dello spazio aereo. È il percorso intrapreso con il T-150 di Malloy Aeronautics, società di BAE Systems, modificato per impiegare razzi guidati contro altri velivoli senza pilota.
Nelle prove svolte a fine settembre 2026 presso la base di Eglin, in Florida, la variante TRV-150 ha intercettato più droni d’attacco unidirezionali, comunemente definiti kamikaze. Secondo quanto comunicato da BAE Systems il 21 ottobre, il sistema ha ingaggiato bersagli in successione senza atterrare per ricaricare.
Drone T-150 anti-drone: la prova con il lanciatore triplo
La sperimentazione è stata condotta insieme a SURVICE Engineering nell’ambito delle attività statunitensi di ricerca e sperimentazione congiunta delle capacità militari.
Il TRV-150 impiegato a Eglin montava un lanciatore a tre tubi per razzi APKWS a guida laser. La possibilità di effettuare più ingaggi durante lo stesso volo rappresenta il principale avanzamento annunciato: una capacità che amplia l’impiego della piattaforma rispetto alle precedenti dimostrazioni a colpo singolo.
SURVICE Engineering ha adattato il velivolo ai requisiti dell’Esercito statunitense, mentre la divisione FalconWorks di BAE Systems ha sviluppato e integrato il kit per l’impiego dei razzi.
APKWS: la guida di precisione applicata ai razzi da 70 mm
L’acronimo APKWS indica l’Advanced Precision Kill Weapon System, un sistema che consente di trasformare razzi non guidati da 70 mm in munizioni di precisione attraverso un kit di guida laser.
La tecnologia utilizza una guida laser semiattiva: il razzo si dirige verso l’energia laser riflessa dal bersaglio designato. Questa caratteristica non equivale a una capacità autonoma di individuazione e selezione dell’obiettivo.
L’impiego degli APKWS contro velivoli senza pilota precede la sperimentazione sul TRV-150. Nel 2021 BAE Systems aveva già annunciato prove contro UAS di Classe 2 a Yuma, utilizzando una configurazione con spoletta di prossimità, capace di intervenire senza richiedere un impatto diretto.
Quel precedente riguarda una specifica configurazione sperimentale e non permette di attribuire automaticamente lo stesso allestimento ai razzi utilizzati a Eglin.
L’integrazione tra lanciatore e controllo del volo
Un passaggio tecnico rilevante era stato documentato dall’Esercito statunitense dopo i test del 20 maggio 2026 a Fort Rucker, in Alabama.
In quell’occasione il TRV-150 aveva volato e sparato con il nuovo lanciatore a tre colpi. Le verifiche riguardavano anche il comportamento del velivolo durante il lancio, con particolare attenzione alla compensazione dell’impulso e dell’imbardata quando il razzo partiva dai tubi laterali.
È un aspetto centrale dell’integrazione: il carico installato modifica le condizioni nelle quali deve operare il sistema di controllo del volo. La compatibilità meccanica costituisce soltanto una parte del lavoro; occorre verificare anche la risposta dinamica della piattaforma.
La documentazione dell’Esercito descrive inoltre il progetto come un’iniziativa industriale autofinanziata, avviata per dimostrare nuove capacità attraverso l’impiego di tecnologie e munizionamento già disponibili.
Dalla logistica alle prospettive di impiego in mare
Il T-150 ha già svolto missioni logistiche con le Forze Armate britanniche, compreso il trasferimento di rifornimenti tra navi durante il dispiegamento del Carrier Strike Group nell’Indo-Pacifico nel 2025. BAE Systems e i partner intendono ora esplorare anche l’impiego anti-drone in ambiente marittimo.
La prospettiva è quella di una piattaforma riconfigurabile, utilizzabile per compiti differenti attraverso l’integrazione di carichi dedicati. La sperimentazione di Eglin documenta un avanzamento in questa direzione, ma il comunicato non specifica il numero esatto dei bersagli, le distanze di ingaggio o i costi per intercettazione.
Sul piano dell’ingegneria dei sistemi, il caso offre uno spunto concreto: ampliare le funzioni di un drone richiede di validare insieme piattaforma, carico e software di controllo. È questa integrazione a trasformare una nuova configurazione in una capacità dimostrabile.
[Credits: Malloy Aeronautics]
Leggi anche:
- Forum Polizia Locale 2026: sicurezza territoriale, Protezione Civile e sistemi a pilotaggio remoto
- Droni cargo nei rifugi dell’Alto Adige: la logistica alpina diventa programmabile
- Robotica subacquea per ispezionare le infrastrutture
- RAS System integration robotica: dalla piattaforma al sistema
- Droni e IA: la nuova architettura per la mappatura e il monitoraggio fluviale
- RAS: robotica autonoma integrata da Dronemaster
// feed aggiornamenti
