Test sulle Dolomiti: droni cargo heavy-lift integrati nel soccorso alpino per ridurre tempi di evacuazione e rischi operativi.

Start2 Living Lab: droni cargo per emergenze in montagna

Nelle emergenze in ambiente alpino il tempo è una variabile clinica e operativa. Ridurre minuti significa ridurre esposizione al rischio, per il paziente e per le squadre di soccorso. È in questo perimetro che si collocano i test condotti sulle Dolomiti nel progetto Start2 Living Lab: l’integrazione di droni cargo heavy-lift nelle operazioni di soccorso in scenari complessi.

 

Start2 Living Lab: test in condizioni reali sulle Dolomiti

 

Test sulle Dolomiti: droni cargo heavy-lift integrati nel soccorso alpino per ridurre tempi di evacuazione e rischi operativi.

 

Il progetto ha messo a confronto procedure tradizionali di evacuazione a terra con operazioni supportate da droni cargo. L’obiettivo non è “sostituire” i soccorsi esistenti, ma capire dove la componente aerea senza pilota possa ridurre tempi e criticità, soprattutto in aree difficili da raggiungere o dove l’accesso espone i soccorritori a rischi aggiuntivi.

 

FlyingBasket e il ruolo dei droni cargo heavy-lift

 

Tra i protagonisti c’è FlyingBasket, tech company altoatesina che sviluppa droni cargo per la logistica. Nel progetto ha contribuito con piattaforma tecnologica, competenze operative e attività di formazione dedicate alle squadre di soccorso.

Il punto chiave è la capacità di trasportare carichi utili significativi e operare in contesti dove le condizioni ambientali e la morfologia impongono procedure rigorose.

 

Risultati: tempi di evacuazione e sollecitazioni sul paziente

 

FlyingBasket nei test alpini: piattaforme cargo, addestramento alle squadre e procedure per operare in morfologie complesse.

 

Dai test emerge un dato operativo netto: il tempo di evacuazione può essere ridotto fino a tre volte con l’impiego di UAV. Non è solo una questione di velocità. Il trasporto aereo via drone, secondo quanto riportato, comporta anche una riduzione delle sollecitazioni sul paziente (urti e vibrazioni) fino a dieci volte rispetto al trasporto terrestre.

Per la medicina d’emergenza in montagna, la gestione delle sollecitazioni durante il trasporto è un tema concreto: stabilità, comfort e riduzione di stress meccanici incidono sulla sicurezza complessiva dell’evacuazione.

 

“Hot loading”: carico del paziente con drone in hovering

 

Nel corso delle attività, con ricercatori ed esperti di medicina d’emergenza in montagna di Eurac Research, è stata sviluppata una procedura di hot loading: il paziente viene caricato in sicurezza mentre il drone resta in hovering. È un passaggio tecnico rilevante perché sposta l’attenzione dal solo “volo” all’intera catena operativa: avvicinamento, stabilizzazione, carico, decollo, trasferimento e consegna.

 

Quadro normativo e impieghi già disponibili

 

Start2 Living Lab valuta l’impiego di droni cargo nelle emergenze in quota: confronto con procedure terrestri e scenari reali.

 

Il trasporto di persone con droni è un ambito in evoluzione sul piano normativo. Nel frattempo, i droni cargo possono già supportare il soccorso con missioni che hanno un impatto immediato: trasporto rapido di attrezzature essenziali, supporto alle squadre operative in aree remote, riduzione dell’esposizione al rischio in contesti difficili.

 

Finanziamento e partenariato

 

Start2 Living Lab è finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia–Austria, con un budget complessivo di 1.235.497 euro, di cui 882.734 euro cofinanziati dall’Unione Europea tramite il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Il consorzio include soggetti di ricerca, tecnologia e soccorso, tra cui NOI Techpark, Eurac Research (Institute of Mountain Emergency Medicine), MAVTech, FlyingBasket, CNSAS – Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, FH Kärnten e FH Kufstein Tirol.

 

Verso modelli operativi più rapidi e sicuri

 

Meno urti e vibrazioni: nei test la movimentazione del paziente via drone riduce le sollecitazioni fino a 10 volte rispetto al trasporto a terra.

 

Nei test sulle Dolomiti l’interesse non sta nella piattaforma in sé, ma nella possibilità di codificare un impiego ripetibile dentro un’operazione di soccorso reale. La riduzione dei tempi di evacuazione e delle sollecitazioni sul paziente ha valore solo se resta stabile quando cambiano meteo, quota, carico e profilo missione.

La partita, ora, è tutta su standard di sicurezza, addestramento e interoperabilità con le squadre a terra: quando questi elementi vengono fissati, il drone cargo smette di essere un “supporto” occasionale e diventa una risorsa pianificabile per logistica e evacuazione in ambiente alpino.

 

[Credits: FlyingBasket]

 

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