L’US Army testerà in Marocco fino a 15 sistemi C-UAS contro droni Group 1-3, integrando sensori ed effettori nell’IBCS-M durante African Lion 2027.

L’US Army porterà in Marocco fino a 15 sistemi C-UAS per la validazione operativa

28.10.2026

L’US Army prepara un ciclo accelerato di sperimentazione destinato a incidere direttamente sui criteri di acquisizione delle future capacità anti-drone. Nella primavera del 2027, a Tan-Tan, in Marocco, saranno valutate fino a quindici soluzioni Counter-Unmanned Aircraft Systems, con particolare attenzione alla protezione di posti comando avanzati e siti operativi contro piccoli velivoli senza pilota appartenenti ai Group 1-3.

Il programma nasce dalla collaborazione tra la Southern European Task Force, Africa (SETAF-AF) e la Global Tactical Edge Acquisition Directorate (G-TEAD). L’obiettivo non consiste nella semplice dimostrazione di singoli apparati, ma nella costruzione di un percorso capace di trasformare una necessità operativa urgente in una soluzione distribuibile ai reparti entro un ciclo indicativo di 180 giorni.

L’iniziativa riflette un cambiamento strutturale nella difesa anti-drone. La proliferazione di piccoli UAS, munizioni circuitanti e piattaforme commerciali adattate ha ridotto drasticamente il tempo disponibile per individuare, classificare e neutralizzare una minaccia. Per rispondere a questa evoluzione, l’US Army intende verificare sul terreno un’architettura composta da sensori, comando e controllo, contromisure elettroniche, effettori cinetici e sistemi di protezione passiva.

 

Un ciclo di acquisizione compresso in 180 giorni

L’US Army testerà in Marocco fino a 15 sistemi C-UAS contro droni Group 1-3, integrando sensori ed effettori nell’IBCS-M durante African Lion 2027.
Il modello scelto dall’US Army è quello degli Accelerated Capability Events, concepiti per ridurre la distanza tra requisito operativo, sperimentazione e acquisizione. Il processo comprende tre fasi: presentazione e preparazione delle soluzioni, dimostrazione condotta direttamente dai soldati e successiva valutazione in un contesto operativo.

La partecipazione del personale destinato a utilizzare i sistemi rappresenta un elemento centrale. Una capacità C-UAS può mostrare prestazioni elevate in un ambiente controllato, ma risultare meno efficace quando deve essere trasportata, installata, alimentata e impiegata da un reparto schierato. Tempi di configurazione, carico logistico, interfacce, addestramento e affidabilità diventano quindi parametri di valutazione non meno importanti della portata nominale di un radar o dell’efficacia dichiarata di un effettore.

Il G-TEAD opera all’interno dell’Army Pathway for Innovation and Technology Office e dispone di personale integrato nei comandi di componente dell’US Army. Questa collocazione permette di tradurre le priorità espresse dai comandanti in requisiti tecnici utilizzabili dagli organismi responsabili di ricerca, sperimentazione e acquisizione.

La finestra dei 180 giorni non deve essere interpretata come il tempo necessario a sviluppare da zero un sistema anti-drone. Il programma è orientato soprattutto all’individuazione, all’adattamento e alla transizione di tecnologie sufficientemente mature da poter essere sottoposte rapidamente a una valutazione operativa e, in caso di esito positivo, rese disponibili ai reparti.

 

Cinque capability set per una difesa stratificata

Militare statunitense durante una sperimentazione di sistemi autonomi ad African Lion 2026

L’Accelerated Capability Event sarà articolato in cinque aree. La prima riguarda un sistema integrato e trasportabile, definito dall’US Army come fly-away kit, progettato per offrire una capacità C-UAS completa e rapidamente dispiegabile. Le altre quattro categorie comprendono rilevamento dei piccoli UAS, neutralizzazione cinetica, neutralizzazione non cinetica e protezione passiva.

Questa suddivisione risponde alla necessità di costruire una difesa stratificata. Nessun sensore o effettore può coprire da solo l’intero spettro delle minacce. Radar, ricevitori a radiofrequenza, sensori elettro-ottici e termici forniscono dati differenti e devono contribuire alla formazione di una traccia coerente. Allo stesso modo, guerra elettronica, intercettori, armi convenzionali e misure di protezione fisica presentano efficacia, costi e vincoli d’impiego diversi.

La categoria dedicata al rilevamento dovrà affrontare uno dei problemi più complessi del dominio C-UAS: distinguere piccoli bersagli a bassa quota dal rumore generato dall’ambiente, dagli uccelli e dal traffico autorizzato. La valutazione non potrà limitarsi alla capacità di produrre una traccia, ma dovrà considerare continuità del tracciamento, qualità della classificazione, tasso di falsi allarmi e trasferimento delle informazioni alla catena di comando.

Gli effettori cinetici saranno analizzati in relazione alla probabilità di neutralizzazione, al costo per ingaggio e alla sicurezza dell’area circostante. Le soluzioni non cinetiche dovranno invece dimostrare la capacità di interrompere o degradare navigazione e collegamenti del drone senza interferire con le comunicazioni amiche o con altri sistemi presenti nello spettro elettromagnetico.

 

Dal sensore all’effettore: il nodo dell’integrazione C2

Sistema d’arma controllato durante le attività sperimentali di African Lion 2026  

Il risultato più rilevante del programma potrebbe riguardare l’integrazione, più che la selezione di un singolo apparato. Le soluzioni sottoposte alla validazione dovranno confluire nell’architettura di comando e controllo C-UAS Integrated Battle Command System–Maneuver, indicata dall’US Army come livello comune per coordinare rilevamento, identificazione e risposta.

In un sistema anti-drone moderno, il tempo della catena sensore-decisore-effettore costituisce una variabile operativa determinante. Una traccia rilevata da un radar deve essere correlata con gli altri sensori, classificata, presentata all’operatore e associata alla risposta più appropriata. Tutto ciò deve avvenire rispettando regole d’ingaggio, vincoli sullo spettro e misure di protezione delle forze amiche.

L’interoperabilità diventa pertanto un criterio di selezione. Formati proprietari, collegamenti chiusi e console non comunicanti possono moltiplicare il carico cognitivo degli operatori e rallentare la risposta. La validazione dovrà verificare la capacità dei diversi componenti di scambiare tracce, stati e comandi con l’architettura dell’US Army, mantenendo una configurazione utilizzabile anche da unità schierate con infrastrutture limitate.

La presenza di una categoria dedicata al kit integrato segnala inoltre l’interesse per una capacità trasportabile e configurabile rapidamente. La protezione di un posto comando di primo ingresso richiede infatti apparati che possano accompagnare il reparto, entrare in funzione in tempi contenuti e adattarsi al continuo riposizionamento delle unità.

 

Perché l’US Army ha scelto Tan-Tan

Aeromobile senza pilota impiegato durante African Lion 2026 a Tan-Tan in Marocco  

La prima dimostrazione condotta dai soldati è prevista tra febbraio e marzo 2027 a Tan-Tan. La successiva valutazione operativa si svolgerà nei mesi di aprile e maggio nell’ambito di African Lion 2027, la principale esercitazione congiunta dello United States Africa Command nel continente africano.

Secondo l’US Army, l’ambiente africano offre condizioni difficili da riprodurre nei poligoni statunitensi ed europei: spettro elettromagnetico relativamente aperto, spazio aereo meno congestionato e un territorio caratterizzato da condizioni geografiche ed ambientali diversificate. Questi fattori consentono di sottoporre sensori, collegamenti ed effettori a una sperimentazione estesa, evitando che la valutazione resti confinata a una sequenza di prove isolate.

Tan-Tan possiede già una funzione consolidata nelle attività multinazionali di African Lion. Nel 2026 il sito è stato impiegato per sperimentare piattaforme autonome, sistemi remoti e applicazioni di intelligenza artificiale in missioni di attacco, difesa, apertura di varchi e comando operativo. L’edizione 2027 utilizzerà questa infrastruttura sperimentale per concentrare l’attenzione sulla protezione contro i piccoli UAS.

La scelta del Marocco assume anche una dimensione di interoperabilità. La sperimentazione avviene in un’esercitazione che riunisce forze statunitensi, africane e alleate, permettendo di osservare non soltanto le prestazioni tecniche, ma anche l’inserimento delle capacità C-UAS in una struttura multinazionale.

 

Dalla validazione alla possibile adozione

sistemi C-UAS US Army 

 

La fase finale coinvolgerà il Portfolio Acquisition Executive Fires, indicato come partner per la transizione delle tecnologie validate. Il suo ruolo sarà determinante per stabilire quali soluzioni possano superare il perimetro della sperimentazione in teatro e contribuire alle capacità complessive dell’US Army.

Il programma non equivale quindi all’annuncio anticipato di quindici acquisizioni. L’US Army prevede di validare fino a quindici soluzioni, ma l’eventuale avanzamento dipenderà dai risultati delle dimostrazioni, dalla valutazione operativa, dall’integrazione con il comando e controllo e dalla possibilità di estendere la capacità a più unità.

Il criterio di fondo è la scalabilità. Una tecnologia capace di intercettare un drone durante una prova deve anche poter essere prodotta, mantenuta, aggiornata e sostenuta sul piano logistico. Dovrà inoltre conservare efficacia mentre cambiano frequenze, profili di volo, livelli di autonomia e tattiche impiegate dalla minaccia.

Con il ciclo di Tan-Tan, l’US Army tenta di collegare sperimentazione, necessità del teatro e autorità di acquisizione all’interno di una sola architettura decisionale. La validazione dei sistemi C-UAS durante African Lion 2027 misurerà pertanto non soltanto la capacità di rilevare o neutralizzare piccoli droni, ma la possibilità di trasformare tecnologie emergenti in una difesa stratificata, interoperabile e concretamente distribuibile ai reparti.

 

[Credits: Unmanned Airspace]

 

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