Drone Rega per il soccorso alpino: BVLOS, Lifeseeker e IA
Il drone Rega per il soccorso alpino non è un unico velivolo rimasto invariato nel tempo, ma un programma tecnologico evoluto attraverso piattaforme differenti. La Guardia Aerea Svizzera di Soccorso ha presentato il primo prototipo nel 2019, ha reso disponibile per le ricerche la configurazione RGA-UAV-T1A dall’autunno 2021 e sta ora collaudando un nuovo elicottero senza pilota completamente elettrico prodotto da Sabrobotix.
La distinzione è essenziale per comprendere correttamente autonomia, capacità BVLOS e stato operativo. Le prestazioni di volo di diverse ore attribuite alle prime versioni alimentate a cherosene non descrivono il sistema attuale. La nuova piattaforma elettrica ha un’autonomia dichiarata di circa 40 minuti ed è ancora sottoposta a test intensivi in condizioni reali, con l’obiettivo di arrivare a una flotta di tre droni destinati a coprire il territorio svizzero.
Dal prototipo RGA-UAV-T1A al nuovo drone elettrico Rega

Il prototipo mostrato nel 2019 aveva l’aspetto di un elicottero in miniatura, con rotore a tre pale dal diametro superiore a due metri. La documentazione dell’epoca descriveva voli a circa 80–100 metri dal terreno, navigazione satellitare, sistemi anticollisione e paracadute di emergenza. Era una piattaforma progettata per coprire aree estese a distanze superiori rispetto ai comuni multirotori commerciali.
Dopo le prove iniziali, Rega ha sviluppato il sistema RGA-UAV-T1A, che la centrale operativa poteva impiegare nelle ricerche dall’autunno 2021. A bordo erano integrati termocamera, localizzatore cellulare Lifeseeker e una pipeline per il riconoscimento automatico delle persone. L’operazione rimaneva supervisionata da personale specializzato, incaricato di coordinare la perlustrazione e l’eventuale soccorso successivo dalla base di Wilderswil.
La fase attuale sostituisce il precedente aeromobile alimentato a cherosene con una piattaforma elettrica Sabrobotix. Rega indica nelle batterie ad alte prestazioni una maggiore semplicità di impiego e una migliore affidabilità nella turbolenza forte. Il software di navigazione sviluppato dall’organizzazione e il sistema Lifeseeker sono stati trasferiti sul nuovo mezzo, mantenendo il patrimonio tecnologico già validato.
L’elettrificazione introduce però un compromesso evidente: circa 40 minuti di volo, non diverse ore. La possibilità di sostituire rapidamente le batterie può aumentare la disponibilità complessiva, ma ogni missione deve essere dimensionata su distanza, vento, quota, temperatura e consumo del payload.
Volo autonomo e BVLOS: supervisione invece di pilotaggio continuo

L’autonomia del sistema riguarda l’esecuzione della rotta di ricerca, non l’assenza di controllo umano. Una volta definita l’area, il drone può scandire automaticamente settori prestabiliti utilizzando la navigazione satellitare e inviare dati al personale Rega. Le fonti pubbliche non documentano però l’impiego di modelli digitali di elevazione ad altissima risoluzione o un terrain-following specifico: attribuire queste funzioni al sistema senza una scheda tecnica sarebbe improprio.
Le precedenti operazioni Rega sono state associate a voli BVLOS, cioè oltre la linea visiva del pilota, supportati da collegamenti di comando e controllo e da strumenti di gestione del rischio aeronautico. BVLOS non significa “volo senza pilota”: un equipaggio remoto continua a sorvegliare la missione, controllare telemetria e spazio aereo e intervenire se il comportamento del sistema esce dai limiti previsti.
La nuova piattaforma è ancora in fase di prova e Rega non ha pubblicato tutti i dettagli relativi alla sua futura architettura BVLOS, alle distanze operative o alla ridondanza dei collegamenti. È quindi più corretto descrivere il BVLOS come elemento del programma e dell’esperienza maturata, non come prestazione illimitata automaticamente trasferita a ogni nuova configurazione.
Rimane inoltre aperta la sfida del volo in ogni condizione meteorologica. Rega considera il ghiaccio il principale ostacolo tecnico: freddo intenso e umidità possono produrre depositi sulle pale e alterare rapidamente le caratteristiche aerodinamiche. Il drone può ampliare le finestre di ricerca quando l’elicottero resta a terra, ma non è ancora una piattaforma “all weather” capace di affrontare qualsiasi scenario alpino.
Payload multisensore SAR: termocamera e localizzatore Lifeseeker
Il payload combina canali di ricerca differenti. Le camere ottiche supportano l’osservazione diurna e la verifica visiva, mentre la termocamera individua contrasti di temperatura utili durante la notte o in condizioni di illuminazione insufficiente. La termografia non vede attraverso rocce, neve o vegetazione compatta e può produrre falsi riscontri dovuti ad animali, superfici riscaldate o condizioni atmosferiche sfavorevoli.
Il componente più distintivo è Lifeseeker, il sistema aeronautico sviluppato da CENTUM per localizzare telefoni cellulari. Il dispositivo crea localmente un collegamento radio al quale può connettersi lo smartphone ricercato, trasformandolo di fatto in un radiofaro. Per questo può funzionare anche in una valle priva della normale copertura dell’operatore telefonico.
Rega ha dichiarato una precisione dell’ordine di pochi metri per la configurazione impiegata dal 2021. Il risultato non è però indipendente dallo stato del telefono: il dispositivo deve essere acceso, avere batteria disponibile e non trovarsi in modalità aereo. Schermature del terreno, posizione del terminale e interferenze possono influire sui tempi e sulla qualità della localizzazione.
Lifeseeker non richiede che il disperso installi preventivamente un’applicazione dedicata. La piattaforma del produttore può inoltre supportare chiamate o messaggi, ma la documentazione Rega disponibile pubblicamente pone l’accento soprattutto sulla geolocalizzazione. È quindi prudente non attribuire automaticamente al drone tutte le funzioni offerte commercialmente dal sistema.
Intelligenza artificiale e riconoscimento delle persone

Rega ha sviluppato insieme al Politecnico Federale di Zurigo un algoritmo autoapprendente per analizzare in tempo reale le immagini termiche e segnalare potenziali presenze umane. Il sistema riduce il carico cognitivo dello specialista durante la scansione di vaste aree, portando in evidenza fotogrammi e anomalie che richiedono attenzione.
Le informazioni pubbliche non precisano se l’intera elaborazione venga eseguita a bordo, nella stazione di terra o attraverso un’architettura distribuita. Definire il sistema come Edge Computing sarebbe quindi un’inferenza non dimostrata. Non risultano documentati neppure ritmi di analisi pari a “migliaia di immagini al secondo”.
L’intelligenza artificiale non dichiara autonomamente che una persona sia stata trovata. Produce una segnalazione che viene trasmessa allo specialista Rega, il quale controlla l’immagine, la confronta con gli altri dati e decide come proseguire. Questa validazione è necessaria perché rocce, animali, alberi e variazioni termiche possono generare forme compatibili con il modello senza corrispondere al disperso.
Il vantaggio operativo nasce dalla fusione dei sensori. Un riscontro termico può essere verificato con la camera diurna; un segnale Lifeseeker può restringere l’area da analizzare; la posizione satellitare consente di trasferire il punto alle squadre. Nessun singolo canale è infallibile, ma la convergenza di più indizi aumenta l’affidabilità della ricerca.
Drone, Rega 11 e soccorritori: una rete coordinata, non un MUM-T civile

Il mezzo senza pilota si inserisce in una catena che comprende la centrale operativa, gli specialisti di ricerca, il Soccorso Alpino Svizzero, la polizia e gli equipaggi Rega. In condizioni favorevoli, la prima risorsa può essere l’elicottero più vicino. Per ricerche complesse o notturne è disponibile Rega 11, il mezzo specializzato di Wilderswil con sistema IR/EOS, termocamera sensibile e localizzazione cellulare.
Quando la visibilità impedisce l’impiego sicuro dell’elicottero, il drone può esplorare l’area insieme alle squadre a terra. Se viene individuato un bersaglio credibile, la centrale sceglie il mezzo più adatto per raggiungerlo: elicottero, verricello, soccorritori terrestri o una combinazione delle risorse disponibili. La localizzazione e l’estrazione sono fasi distinte.
Definire questa architettura “Manned-Unmanned Teaming civile” è suggestivo, ma tecnicamente fuorviante. Nel MUM-T militare piattaforme pilotate e non pilotate cooperano spesso simultaneamente, condividendo sensori e compiti nello stesso spazio operativo. Il modello Rega è soprattutto una gestione coordinata e, in molti casi, sequenziale degli asset: il drone copre la fase di ricerca, mentre persone ed elicotteri assumono quella di verifica, assistenza ed evacuazione.
Il vero salto tecnologico non consiste quindi nell’eliminare l’operatore, ma nel fornire alla centrale un ulteriore livello di ricognizione quando le condizioni rendono rischioso il volo pilotato. La maturità del progetto dipenderà dai test della piattaforma elettrica, dalla capacità di affrontare turbolenza e ghiaccio e dalla futura distribuzione dei tre sistemi previsti. L’autonomia resta sempre supervisionata; la responsabilità del soccorso rimane umana.
[Credits: REGA]
Leggi anche:
- Soccorso in montagna in Piemonte: la Valsesia si dota di un drone con ARTVA e termocamera
- Droni agricoli contro il clima estremo: sensori aerei per proteggere i raccolti
- Droni heavy-lift nello Yunnan: sei UAV sollevano 780 kg
- MQ-28 Ghost Bat Germania: prende forma l’ecosistema CCA
- Ban droni USA: la FCC contro LiDAR e termocamere
- Rover ETNA: la robotica aerea e terrestre pronta per il polo sud lunare
- Nucleo APR Carabinieri: nasce il primo reparto a Roma
Richiedi
info
Sovvenzioni
Con riferimento all’art. 1 comma 125 della Legge 124/2017, qui di seguito sono riepilogate le sovvenzioni ricevute nell’anno 2022:
Soggetto erogante: Stato Italiano
Contributo ricevuto: 16.398
Causale: Bonus investimenti L.160/19
Certificazioni
In quanto Operatore/Pilota con autorizzazioni Enac n. 3975 e n. 4488 tutti i nostri servizi sono assoggettati al rispetto del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ed in particolare all’ art. 8
Scopri le certificazioni