Raptor Pilot AI Pro: autopilota AI da 100 grammi per UAV
Un modulo compatto per unire autopilota e AI a bordo
Raptor Pilot AI Pro è un modulo da circa 100 grammi sviluppato da London Defence R&D per concentrare in un unico componente funzioni che, su molte piattaforme, sono distribuite tra flight controller, computer di bordo e catena video.
L’obiettivo è aumentare l’autonomia decisionale a bordo, riducendo dipendenza da link esterni e tempi di integrazione, grazie a capacità di rilevamento e inseguimento basate su visione artificiale e a un controllo di volo integrato.
Potenza di calcolo e pipeline video
La scheda integra una CPU quad-core a 2,4 GHz e viene associata a una pipeline video dichiarata fino a 1080p a 30 fotogrammi al secondo. In termini di architettura, questo consente di avvicinare il loop di percezione (camera, elaborazione, tracking) al loop di controllo, con benefici potenziali su latenza end-to-end, cablaggi e punti di guasto, soprattutto su piattaforme leggere dove ogni grammo e ogni connessione contano.
Integrazione su piattaforme diverse
Il modulo viene presentato come integrabile su droni ad ala fissa, velivoli ibridi e munizioni circuitanti. È indicata un’alimentazione tra 6 e 28 volt e la possibilità di interfacciarsi con sensori, payload e reti di controllo sia cablate sia wireless, un requisito tipico quando si lavora su flotte eterogenee o su configurazioni mission-specific.
Controllo di volo e ruolo dello STM32F405
Il controllo di volo è associato a un microcontrollore STM32F405. In un design di questo tipo, il microcontrollore tende a gestire i loop deterministici (stabilizzazione, stima d’assetto, gestione dei sensori inerziali), mentre la CPU principale assorbe i carichi variabili della visione e dell’AI. Questa separazione è coerente con un obiettivo di affidabilità: la parte “hard real-time” resta isolata da eventuali jitter introdotti dall’elaborazione video.
Fusione visivo-inerziale e operatività in GNSS degradato
Un elemento tecnico rilevante è la combinazione tra dati visivi e inerziali, indicata come utile a mantenere la capacità di navigazione e ingaggio anche con segnale satellitare degradato o disturbato. In pratica, la fusione visivo-inerziale può fornire stima del moto e navigazione relativa quando il GNSS è intermittente, ma le prestazioni dipendono da condizioni ambientali (illuminazione, texture della scena, meteo), qualità della camera e taratura dell’IMU.
“Unified stack”: impatto su peso, integrazione e latenza
La riduzione della complessità dell’architettura di bordo è uno dei motivi per cui moduli di questo tipo stanno attirando attenzione in ambito difesa.
Integrare flight controller e visione artificiale in un unico hardware può ridurre massa, ingombro e tempi di integrazione, oltre a semplificare la gestione termica e a migliorare l’affidabilità del cablaggio. In scenari operativi ad alta intensità, inoltre, la standardizzazione dell’avionica diventa un vantaggio logistico concreto.
Perché interessa anche la sicurezza di infrastrutture critiche
La spinta iniziale arriva dal settore difesa, ma l’evoluzione di moduli compatti con percezione e controllo a bordo ha ricadute anche su sicurezza pubblica e protezione di infrastrutture critiche.
La Commissione europea ha indicato la necessità di rafforzare prevenzione, rilevamento e intervento contro minacce legate a droni e palloni ad alta quota, segnalando un trend: la capacità di risposta dipende sempre più da sensori, automazione e integrazione tra livelli operativi.
[Credits: DroneXL ]
Leggi anche:
- Sesto San Giovanni: piano sicurezza contro reati giovanili con droni e metal detector mobili
- RETIA presenta ReCAS: sistema anti-drone modulare per la protezione di siti strategici
- Droni FPV a Milano Cortina: nel cuore dell’azione alle Olimpiadi Invernali
- Val Grande, soccorso in montagna con droni e IMSI-IMEI Catcher: 4 salvati
- Dronemaster si espande in Oriente: siglata la partnership strategica con K-AIDIOS
Richiedi
info
Sovvenzioni
Con riferimento all’art. 1 comma 125 della Legge 124/2017, qui di seguito sono riepilogate le sovvenzioni ricevute nell’anno 2022:
Soggetto erogante: Stato Italiano
Contributo ricevuto: 16.398
Causale: Bonus investimenti L.160/19
Certificazioni
In quanto Operatore/Pilota con autorizzazioni Enac n. 3975 e n. 4488 tutti i nostri servizi sono assoggettati al rispetto del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto ed in particolare all’ art. 8
Scopri le certificazioni