Droni FPV a Milano Cortina: nel cuore dell’azione alle Olimpiadi Invernali
A Milano Cortina l’uso esteso di droni first-person-view (FPV) sta modificando il modo in cui il pubblico segue le gare. Questi velivoli, piccoli e molto veloci, volano a distanza ravvicinata dagli atleti per ottenere immagini che simulano una camera alla loro altezza, con angoli dinamici e una percezione di velocità più marcata.
Secondo quanto riportato, i droni sono stati introdotti in discipline come sci alpino, snowboard big air e sport di scivolamento, dove seguono i concorrenti anche all’interno del canale ghiacciato. La loro presenza è quindi visibile, ma anche chiaramente udibile: il fischio acuto è diventato un elemento riconoscibile della “colonna sonora” delle gare.
La posizione del CIO: evoluzione dello spettacolo, senza interferire con la gara
Il direttore sportivo del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Pierre Ducrey, ha descritto questa svolta audiovisiva come un passaggio naturale nell’evoluzione dello spettacolo sportivo. In conferenza stampa ha parlato di aspettative del pubblico sempre più orientate a un’esperienza immersiva, soprattutto in un evento come i Giochi.
Ducrey ha anche ribadito un punto operativo: migliorare la copertura senza compromettere lo svolgimento della competizione. Ha aggiunto che il CIO ha valutato l’impatto potenziale dei droni e che le percezioni non sono uniformi, perché la sensibilità può variare da persona a persona.
Test, ascolto degli atleti e accettazione non uniforme
La direttrice sportiva di Milano Cortina, Anna Riccardi, ha dichiarato che l’uso dei droni non è stato improvvisato e che i test sono stati condotti prima di integrarli in modo così intenso nel feed internazionale. Riccardi ha affermato che gli organizzatori hanno ascoltato la comunità degli atleti per ridurre l’impatto sulle prestazioni.
Nello stesso quadro, Riccardi ha riconosciuto che il livello di accettazione può variare quando un’innovazione entra in un contesto ad alta pressione, sottolineando che ogni atleta ha una diversa sensibilità e capacità di adattamento.
Rumore e percezione del pubblico tra entusiasmo e critiche
Il dibattito non riguarda solo chi gareggia. Tra spettatori e social media, l’entusiasmo per le immagini spettacolari convive con le critiche legate al rumore. In alcune riprese, il ronzio entra nell’audio e per una parte del pubblico diventa una distrazione, mentre altri lo considerano un costo inevitabile per ottenere una camera che “vola” dentro l’azione.
Sicurezza: episodi isolati che riaprono la discussione
Il tema sicurezza è tornato centrale dopo alcuni episodi definiti isolati, ma significativi perché mostrano quanto ridotto possa essere il margine di errore quando un drone opera così vicino al tracciato.
Durante una delle prime sessioni di allenamento della discesa, un drone si è schiantato lasciando detriti sulla pista. Non ci sono state conseguenze sportive, ma l’episodio ha avuto un impatto simbolico: in un contesto dove ogni oggetto estraneo è critico, un guasto tecnico può avere effetti immediati.
Il momento più delicato, secondo la ricostruzione, è avvenuto domenica nel big air: la sedicenne australiana Ally Hickman è stata quasi colpita in volo da un drone passato a pochi centimetri dalla schiena.
I replay mostrano che l’operatore ha attivato un meccanismo di emergenza che ha fatto salire bruscamente il velivolo, evitando il contatto. Hickman ha poi dichiarato di non essersi accorta del drone durante il salto, e la squadra australiana non ha presentato alcuna protesta formale.
L’obiettivo di OBS: offrire un pacchetto tecnologico più ampio
Olympic Broadcasting Services (OBS), responsabile della produzione del feed internazionale ufficiale dei Giochi, ha difeso il rollout dei droni come parte di un pacchetto tecnologico più ampio, che include anche intelligenza artificiale applicata ai replay e grafiche avanzate.
In un briefing pre-Giochi, l’amministratore delegato di OBS, Yiannis Exarchos, ha detto che l’uso dei droni sarebbe stato “molto intenso” e lo ha inquadrato come parte di una nuova generazione di strumenti. Ha aggiunto che questa generazione di tecnologia consentirebbe un impiego sicuro di droni molto vicini all’azione e che il pubblico vedrà immagini nuove rispetto agli standard precedenti.
Milano Cortina tra innovazione e dubbi
Nei primi giorni di competizione, la linea degli organizzatori appare coerente: per il CIO i droni sono un’evoluzione dello spettacolo, i team tecnici sostengono che il sistema è maturato e la direzione sportiva dice di aver consultato gli atleti prima dell’adozione estesa.
Resta però una frattura di percezione: da un lato chi valorizza senso di velocità e prossimità, dall’altro chi continua a percepire soprattutto il ronzio costante di una camera che non osserva più dall’esterno.
[Credits: Reuters]
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