CNSAS Veneto: escursionista bloccata nel tratto “nero” della ferrata, recupero coordinato tra squadre e supporto drone.

Soccorso Alpino con drone in ferrata: intervento notturno sulle Anguane

Ferrata sulle Anguane: escursionista bloccata nel tratto più impegnativo

 

CNSAS Veneto: escursionista bloccata nel tratto “nero” della ferrata, recupero coordinato tra squadre e supporto drone.

 

Sulle Anguane (provincia di Vicenza) un intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (CNSAS) si è concluso positivamente dopo che un’escursionista è rimasta bloccata lungo una via ferrata, in un tratto definito “nero”, il più strapiombante e fisicamente impegnativo della parte finale del percorso.

Secondo quanto comunicato dal Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, la donna, 40 anni e residente a Villorba (Treviso), era in ferrata con un amico. In prossimità della conclusione, non è più riuscita a proseguire: le mani non tenevano più la presa e, dopo aver perso un appiglio, è rimasta sospesa nel vuoto, trattenuta dal cavo di sicurezza tramite dissipatore collegato all’imbrago. L’amico, posizionato più avanti e impossibilitato a intervenire direttamente, ha dato l’allarme.

 

Allarme al 118 e attivazione del Soccorso alpino di Arsiero

 

Soccorso Alpino con drone sulle Anguane: intervento notturno in ferrata con illuminazione dall’alto per individuare e recuperare un’escursionista bloccata.

 

La richiesta di aiuto è partita intorno alle 17 tramite il 118, che ha attivato il Soccorso Alpino di Arsiero. Una prima squadra è salita rapidamente dal basso, seguita da una seconda con l’attrezzatura necessaria.

Le criticità principali, per come emergono dalle informazioni disponibili, sono tipiche del soccorso in ambiente impervio:

  • Localizzazione non immediata della persona in parete, con necessità di confermare posizione e assetto.
  • Buio sopraggiunto, con impatto diretto su sicurezza della progressione, lettura della parete e gestione delle manovre.

In condizioni di scarsa visibilità, la qualità dell’illuminazione non è un elemento accessorio: influenza la velocità di individuazione, la scelta dei punti di appoggio e la probabilità di errori durante le fasi di avvicinamento e recupero.

 

Drone e illuminazione dall’alto: supporto all’individuazione in parete

 

 

 

 

Droni in montagna: uso pragmatico per confermare posizione e assetto quando la localizzazione in parete non è immediata.

 

Durante le operazioni è stato utilizzato un drone con un impiego dichiarato molto specifico: illuminare la parete dall’alto e consentire l’individuazione dell’escursionista sospesa nel vuoto. La combinazione tra luce e riprese dall’alto ha supportato l’avvicinamento e le manovre in sicurezza.

Dal punto di vista tecnico, questo caso descrive un utilizzo pragmatico del drone nel soccorso:

  • Illuminazione direzionale dall’alto: riduce le ombre tipiche dell’illuminazione da terra e migliora la lettura dei volumi (sporgenze, cavi, cambi di inclinazione).
  • Conferma rapida della posizione: la ripresa dall’alto accelera l’identificazione in parete quando la persona non è immediatamente visibile dal basso.
  • Supporto alla sicurezza della progressione: una luce stabile può facilitare l’avvicinamento e la preparazione delle manovre.

 

Recupero su cengia: calata e rientro a valle

 

CNSAS Veneto: escursionista bloccata nel tratto “nero” della ferrata, recupero coordinato tra squadre e supporto drone.

 

Una volta raggiunta, l’escursionista è stata calata per circa venti metri fino a una cengia, dove ha potuto riposare dopo essere rimasta a lungo immobile nella stessa posizione. Nel frattempo, un’altra squadra ha proseguito lungo la ferrata fino a raggiungere il compagno; insieme, sono poi scesi a valle.

Non sono stati segnalati problemi sanitari, se non un indolenzimento dovuto alla prolungata sospensione. Dopo aver percorso un ulteriore tratto di ferrata accompagnata dai soccorritori, la donna è rientrata con loro fino alla macchina.

 

Soccorso Alpino con drone: lo scenario europeo

 

START2 (Interreg Italia-Austria): esercitazioni e addestramento sui droni nel soccorso in montagna, anche in notturna.

 

L’intervento sulle Anguane mostra un uso molto concreto del drone quando la luce diventa un vincolo operativo: illuminazione dall’alto per individuare una persona in parete e per mantenere continuità e sicurezza nelle manovre con visibilità in calo.

Nel contesto europeo, alcune iniziative pubbliche stanno lavorando per portare i droni nelle operazioni di soccorso attraverso test e addestramento su scenari realistici. Nel programma Interreg Italia-Austria, il progetto START2 ha previsto attività dedicate ai droni nel soccorso in montagna, con esercitazioni anche in condizioni notturne e in ambienti complessi, insieme a partner di ricerca e servizi di soccorso.

In Svezia, un’organizzazione SAR ha comunicato l’impiego di UAS integrati con sistemi per la localizzazione di telefoni cellulari a supporto delle ricerche. In termini operativi, l’obiettivo è ridurre l’incertezza iniziale sulla posizione e velocizzare l’individuazione del punto di interesse, soprattutto in aree montane o boscate.

 

 

[Credits: Soccorso Alpino e Speleologico Veneto CNSAS, Interreg Italy-Austria START2]

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