{"id":850,"date":"2026-09-25T15:46:00","date_gmt":"2026-09-25T13:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/nave-madre-droni-subacquei-cina-xxluuv\/"},"modified":"2026-09-30T11:24:14","modified_gmt":"2026-09-30T09:24:14","slug":"nave-madre-droni-subacquei-cina-xxluuv","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.dronemaster.it\/en\/news\/nave-madre-droni-subacquei-cina-xxluuv\/","title":{"rendered":"La nave madre cinese per droni subacquei: il progetto XXLUUV"},"content":{"rendered":"<p><article>Lo scafo in costruzione presso il c<strong>antiere Hudong-Zhonghua<\/strong> di Shanghai potrebbe rappresentare il primo esempio conosciuto di unit\u00e0 navale progettata specificamente per il supporto di <strong>veicoli subacquei senza equipaggio di classe XXLUUV<\/strong>. Le immagini satellitari analizzate nel settembre 2026 mostrano una piattaforma lunga circa 200 metri, caratterizzata da un hangar interno e da un sistema poppiero compatibile con il lancio e il recupero di mezzi subacquei di dimensioni prossime a quelle di un piccolo sottomarino convenzionale.<\/p>\n<p>Pechino non ha confermato la natura del programma, la destinazione della nave o la sua futura appartenenza alla Marina dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione. Mancano inoltre informazioni ufficiali su <strong>dislocamento, propulsione, sistemi di comando, capacit\u00e0 di manutenzione e configurazione dei veicoli imbarcati<\/strong>. L\u2019identificazione della piattaforma deriva pertanto da un\u2019analisi OSINT fondata sulla geometria dello scafo, sull\u2019organizzazione degli spazi interni e sul confronto con i grandi UUV gi\u00e0 osservati durante le prove condotte nelle acque di Hainan.<\/p>\n<p>Il dato tecnologicamente rilevante non \u00e8 la sola presenza di un nuovo scafo, ma la costruzione di una possibile architettura di supporto destinata a rendere persistente e ripetibile l\u2019impiego degli XXLUUV. La nave potrebbe integrare trasporto, lancio, recupero, manutenzione, riconfigurazione del payload e gestione dei dati, trasformando mezzi finora associati ad attivit\u00e0 sperimentali costiere in componenti di un sistema navale distribuibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Architettura navale e sistema di lancio e recupero<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<img decoding=\"async\" style=\"display: block; width: 100%; height: auto;\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/defencesecurityasia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1-1-1.webp?resize=750%2C430&amp;ssl=1\" alt=\"Architettura ipotizzata della nave madre cinese per veicoli subacquei XXLUUV\" width=\"1200\" height=\"688\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sezione poppiera costituisce l\u2019elemento pi\u00f9 distintivo della piattaforma. Lo scafo presenta una cavit\u00e0 operativa aperta inferiormente, all\u2019interno della quale potrebbe essere installata una grande culla mobile sostenuta da dodici strutture verticali. La configurazione suggerisce un sistema LARS, <em>Launch and Recovery System<\/em>, dimensionato per veicoli subacquei di massa nettamente superiore rispetto agli UUV normalmente movimentati mediante gru o telai ad A.<\/p>\n<p>La culla verrebbe abbassata sotto la linea di galleggiamento mantenendo il veicolo vincolato fino al raggiungimento di un assetto idrostatico stabile. Durante il recupero, il mezzo dovrebbe allinearsi con la struttura immersa, essere assicurato e quindi sollevato all\u2019interno dello scafo. Il sistema ridurrebbe i carichi dinamici generati dall\u2019oscillazione di un veicolo sospeso, ma richiederebbe un controllo preciso della posizione relativa tra nave, culla e XXLUUV.<\/p>\n<p>La manovra presuppone capacit\u00e0 di <em>station keeping<\/em>, sensoristica dedicata all\u2019avvicinamento e procedure affidabili per l\u2019acquisizione del veicolo. Le immagini disponibili sembrano mostrare apparati compatibili con propulsori azimutali nella zona poppiera, una soluzione coerente con l\u2019esigenza di mantenere posizione e orientamento durante le operazioni. La presenza e la configurazione di un sistema di posizionamento dinamico non sono tuttavia confermate.<\/p>\n<p>Immediatamente a proravia della zona di recupero si sviluppa un hangar coperto. In base alle proporzioni osservate, Naval News valuta che possa accogliere fino a quattro grandi XXLUUV oppure una combinazione pi\u00f9 articolata di veicoli subacquei di classe inferiore. Lo spazio interno dovrebbe comprendere sistemi di movimentazione, diagnostica, alimentazione, gestione termica e preparazione dei payload, ma la costruzione non \u00e8 sufficientemente avanzata per determinarne l\u2019effettivo allestimento.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione generale richiama un precedente concept cinese dedicato al supporto di un sommergibile da ricerca, presentato con una piattaforma di recupero analoga ma su scala inferiore. Nel nuovo scafo, l\u2019aumento delle dimensioni e l\u2019introduzione di un hangar chiuso indicano requisiti di protezione, manutenzione e disponibilit\u00e0 operativa difficilmente riconducibili a una semplice unit\u00e0 oceanografica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>XXLUUV cinesi: scala, configurazioni e carico di missione<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<img decoding=\"async\" style=\"display: block; width: 100%; height: auto;\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/defencesecurityasia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/HSQB2Q2XgAA941y.jpg?resize=900%2C523&amp;ssl=1\" alt=\"Veicolo subacqueo cinese di classe XXLUUV osservato durante le prove\" width=\"1200\" height=\"697\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Almeno due veicoli subacquei cinesi di dimensioni eccezionali sono stati osservati in fase di sperimentazione nelle acque di Hainan. Le lunghezze stimate, rispettivamente di circa 35 e 45 metri, collocano i mezzi oltre la categoria XLUUV e in una fascia dimensionale prossima a quella dei sottomarini costieri con equipaggio.<\/p>\n<p>Il confronto con l\u2019Orca XLUUV statunitense richiede cautela. I prototipi cinesi non sono sei oppure otto volte pi\u00f9 lunghi, ma potrebbero raggiungere multipli comparabili in termini di volume o massa. La sezione dello scafo, la distribuzione interna e la configurazione propulsiva restano elementi essenziali per qualsiasi valutazione sulle reali capacit\u00e0 di carico.<\/p>\n<p>L\u2019eliminazione dei compartimenti abitabili consente teoricamente di destinare una quota maggiore del volume interno a sistemi energetici, sonar, apparati ISR, mine, siluri, payload modulari o veicoli subacquei secondari. Nessuna di queste configurazioni \u00e8 stata per\u00f2 documentata in modo conclusivo. Le missioni attribuite agli XXLUUV devono pertanto essere considerate possibilit\u00e0 tecniche, non capacit\u00e0 operative gi\u00e0 validate.<\/p>\n<p>Le dimensioni dei mezzi suggeriscono comunque una ricerca di persistenza e capacit\u00e0 di carico superiore rispetto ai tradizionali UUV da ricognizione. Un XXLUUV potrebbe essere configurato per la sorveglianza di aree marittime estese, il rilascio di sensori sul fondale, la mappatura batimetrica, la guerra di mine, il supporto alla guerra antisommergibile o l\u2019impiego di sistemi pi\u00f9 piccoli da posizioni avanzate.<\/p>\n<p>Rimangono sconosciuti propulsione, capacit\u00e0 energetica, velocit\u00e0, autonomia immersa e firma acustica. Le stime di percorrenza associate a concetti industriali cinesi analoghi non possono essere trasferite automaticamente ai prototipi osservati. Analogamente, l\u2019ampio volume disponibile non dimostra l\u2019esistenza di un sistema affidabile di navigazione autonoma a lungo raggio o di un software mission-critical gi\u00e0 qualificato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dalla sperimentazione costiera al supporto navale avanzato<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<img decoding=\"async\" style=\"display: block; width: 100%; height: auto;\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/defencesecurityasia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/68b7c571a17a8c5b4053e6e6.webp?resize=573%2C382&amp;ssl=1\" alt=\"Immagine satellitare delle infrastrutture utilizzate per le prove degli XXLUUV cinesi\" width=\"1146\" height=\"764\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I grandi prototipi cinesi sono stati finora associati a bacini galleggianti specializzati. Questa infrastruttura permette di occultare parzialmente i mezzi in porto, trasportarli verso le zone di prova e condurre il lancio direttamente dal bacino. La soluzione \u00e8 funzionale alla sperimentazione, ma rimane dipendente da rimorchiatori, strutture costiere e condizioni ambientali compatibili.<\/p>\n<p>Una piattaforma semovente modificherebbe radicalmente la catena logistica. Gli XXLUUV potrebbero essere trasferiti verso l\u2019area d\u2019impiego senza consumare una parte significativa della propria riserva energetica e senza esporre durante il transito sensori, superfici di controllo e sistemi di comunicazione. La nave concentrerebbe inoltre personale tecnico, ricambi, capacit\u00e0 diagnostiche e apparecchiature per la riconfigurazione del carico di missione.<\/p>\n<p>Il vantaggio operativo non coincide quindi soltanto con un\u2019estensione del raggio d\u2019azione. La nave consentirebbe di spostare il punto di generazione della missione, ridurre i tempi tra due sortite e recuperare il mezzo pi\u00f9 vicino all\u2019area operativa. La combinazione tra trasporto protetto e manutenzione avanzata potrebbe aumentare la disponibilit\u00e0 complessiva dei veicoli anche senza modificarne le prestazioni individuali.<\/p>\n<p>Il modello appare differente rispetto all\u2019impostazione adottata dagli Stati Uniti con Orca, progettato per partire autonomamente da un\u2019infrastruttura portuale e rientrarvi al termine della missione. La soluzione cinese sembra privilegiare un rapporto pi\u00f9 stretto tra veicolo e unit\u00e0 di supporto, accettando la dipendenza da una nave madre in cambio di maggiore capacit\u00e0 di carico, assistenza tecnica avanzata e flessibilit\u00e0 nel posizionamento iniziale.<\/p>\n<p>La piattaforma potrebbe inoltre impiegare una composizione variabile di mezzi. Un hangar dimensionato per quattro XXLUUV offrirebbe spazio sufficiente per imbarcare un numero superiore di UUV pi\u00f9 piccoli, consentendo di configurare il gruppo in funzione di missioni ISR, posa di sensori, contromisure mine o interventi sul fondale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Comando, controllo e autonomia nel dominio subacqueo<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2308\" src=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/nave-madre-xxluuv-orizzontale-1600x900-1-1280x720.png\" alt=\"Architettura multidominio con unit\u00e0 navali, veicoli autonomi e sensori distribuiti.\" width=\"1280\" height=\"720\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La maturit\u00e0 del sistema dipender\u00e0 meno dalla sola piattaforma navale e pi\u00f9 dall\u2019architettura C2 costruita attorno ai veicoli. Nel dominio subacqueo non \u00e8 disponibile un collegamento a banda larga persistente equivalente alle comunicazioni radio impiegate dai droni aerei. I canali acustici presentano capacit\u00e0 limitata, latenza, vulnerabilit\u00e0 al rumore ambientale e prestazioni fortemente dipendenti dalle condizioni oceanografiche.<\/p>\n<p>Per operare su distanze estese, un XXLUUV deve quindi disporre di autonomia missionale reale. Non basta seguire una serie di waypoint: il sistema deve aggiornare la propria navigazione, interpretare i dati dei sensori, reagire agli ostacoli, riconoscere condizioni degradate e applicare regole di abort o rientro senza attendere istruzioni continue.<\/p>\n<p>L\u2019emersione periodica o l\u2019impiego di antenne affioranti possono ristabilire il collegamento satellitare, ma aumentano la probabilit\u00e0 di rilevamento. La nave madre potrebbe fungere da nodo di comunicazione e fusione dei dati, senza eliminare il problema della connettivit\u00e0 con veicoli immersi e distribuiti su aree molto vaste.<\/p>\n<p>Un\u2019architettura operativa completa richiederebbe inoltre l\u2019integrazione con satelliti, velivoli da pattugliamento marittimo, unit\u00e0 di superficie, boe intelligenti e sensori sul fondale. In questo contesto, la nave non sarebbe una semplice piattaforma logistica, ma il nodo di gestione di una componente subacquea inserita in una rete ISR multidominio.<\/p>\n<p>Restano aperti i requisiti di cybersecurity, autenticazione dei comandi, resistenza alla guerra elettronica e gestione delle interferenze. Un sistema privo di equipaggio deve impedire la manipolazione dei dati di navigazione e garantire un comportamento prevedibile anche in caso di perdita del collegamento o compromissione parziale dei sensori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Valutazione della maturit\u00e0 operativa e delle vulnerabilit\u00e0 sistemiche<\/h2>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2307\" src=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/download-1-1280x719.png\" alt=\"Analisi della nave madre cinese per droni subacquei XXLUUV: sistema di recupero, supporto navale, autonomia e implicazioni operative.\" width=\"1280\" height=\"719\" \/>\n<article>La costruzione dello scafo non dimostra che la Cina disponga gi\u00e0 di una forza XXLUUV pienamente operativa. Non risultano documentate missioni autonome di lunga durata, procedure complete di recupero in mare aperto, cicli rapidi di manutenzione o impieghi coordinati di pi\u00f9 veicoli. Anche l\u2019appartenenza della nave alla PLAN rimane un\u2019ipotesi, sebbene la configurazione osservata sia coerente con requisiti di natura militare.<\/p>\n<p>La piattaforma introduce inoltre una concentrazione di valore operativo. Una nave lunga circa 200 metri pu\u00f2 essere individuata e tracciata mediante sorveglianza satellitare, ricognizione aerea e raccolta elettronica. In un ambiente conteso richiederebbe una protezione articolata contro minacce aeree, missilistiche, di superficie e subacquee.<\/p>\n<p>Le fasi di lancio e recupero rappresenterebbero finestre di vulnerabilit\u00e0 particolarmente rilevanti. Il mantenimento della posizione, la riduzione della velocit\u00e0 e la necessit\u00e0 di operare entro determinati limiti di stato del mare renderebbero il comportamento dell\u2019unit\u00e0 pi\u00f9 prevedibile. Un danno al sistema LARS potrebbe inoltre compromettere simultaneamente la disponibilit\u00e0 di tutti i veicoli imbarcati.<\/p>\n<p>Anche gli XXLUUV presentano criticit\u00e0 proprie. Dimensioni maggiori consentono pi\u00f9 energia e payload, ma possono produrre una firma acustica superiore e aumentare la complessit\u00e0 della propulsione, del controllo e della manutenzione. La necessit\u00e0 di utilizzare snorkel, antenne o altri apparati affioranti dipender\u00e0 dall\u2019architettura energetica e potrebbe ridurre la discrezione della piattaforma.<\/p>\n<p>La portata strategica del programma deve quindi essere valutata sul piano sistemico. Il progetto non certifica una superiorit\u00e0 operativa cinese nel dominio subacqueo, ma segnala un investimento coordinato in veicoli di grande scala, infrastrutture di prova, sistemi di recupero e supporto navale mobile. \u00c8 questa integrazione, pi\u00f9 della singola nave, a poter modificare nel medio periodo la postura subacquea cinese e il modello d\u2019impiego dei sistemi unmanned nell\u2019Indo-Pacifico.<\/p>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[Credits: <a href=\"https:\/\/www.navalnews.com\/\">Naval News<\/a>]<\/em><\/p>\n<h3>Leggi anche:<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/system-integration-robotica-piattaforma-sistema-ras\/\"><em><strong>RAS System integration robotica: dalla piattaforma al sistema<\/strong><\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/droni-intelligenza-artificiale-mappatura-fiumi-monitoraggio-idrogeologico\/\"><em><strong>Droni e IA: la nuova architettura per la mappatura e il monitoraggio fluviale<\/strong><\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/ras-dronemaster-robotica-autonoma-integrata\/\"><em><strong>RAS: robotica autonoma integrata da Dronemaster<\/strong><\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/drone-rega-soccorso-alpino-ia-bvlos\/\"><em><strong>Drone Rega per il soccorso alpino: BVLOS, Lifeseeker e IA<\/strong><\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/drone-soccorso-montagna-piemonte-valsesia\/\"><em><strong>Soccorso in montagna in Piemonte: la Valsesia si dota di un drone con ARTVA e termocamera<\/strong><\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/droni-agricoli-clima-estremo-sensori-ai\/\"><em><strong>Droni agricoli contro il clima estremo: sensori aerei per proteggere i raccolti<\/strong><\/em><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.dronemaster.it\/news\/droni-heavy-lift-yunnan-780-kg\/\"><strong><em>Droni heavy-lift nello Yunnan: sei UAV sollevano 780 kg<\/em><\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"featured_media":851,"parent":0,"menu_order":0,"template":"","categorie":[],"class_list":["post-850","news","type-news","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La nave madre cinese per droni subacquei: il progetto XXLUUV - Dronemaster<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La Cina costruisce una nave madre per droni subacquei XXLUUV. 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